A solcare le rotte di navigazione del Mediterraneo teatrale ospitato quest’anno a Venezia è il Giornale di bordo: spazio web per registrare le attività di documentazione del Laboratorio Internazionale del Teatro e vero e proprio catalizzatore di voci, visioni, emozioni protagoniste dell’evento.
Destinazione della documentazione è la condivisione online, per un pubblico di internauti, che naviga gli spazi telematici. Contenitore ideale delle testimonianze quotidiane della manifestazione è quindi il ‘blog’, termine che nasce proprio dalla metafora prestata al web dal linguaggio marinaresco, dalla contrazione delle parole web e log, dove to log indica appunto l’azione del registrare sul giornale di bordo (log-book).
‘Giornale di bordo’ è termine nautico: indica il prezioso strumento a uso del capitano di mare durante la navigazione. La metafora nautica si rivela particolarmente adatta per rendere il senso della documentazione del grande Laboratorio dedicato al Mediterraneo: il Giornale di bordo, come un diario di viaggio, registra quanto di rilevante e significativo osserva chi si appresta, a vario titolo, a vivere questa esperienza teatrale. E fine ultimo del percorso è la realizzazione di un prodotto finito: parte dei laboratori realizzati durante il Laboratorio sono destinati a diventare spettacoli in occasione del 40. Festival Internazionale del Teatro.
Per questo lo sguardo di chi si appresta a redigere il Giornale di Bordo, osservando la fucina creativa della Biennale Teatro, deve saper guardare vicino e lontano, come una buona vedetta: da un lato capace di assaporare il valore vitale e formativo dell’esperienza di un laboratorio teatrale; dall’altro di prefigurarne il risultato, l’efficacia in vista del giudizio del pubblico.
Animata da questo intento, una redazione composta principalmente da studenti si confronta con una pratica di osservazione e racconti nella forma del reportage continuo, di interviste, osservazioni, note critiche.
Coerentemente al carattere della manifestazione, infatti, anche la documentazione è affidata a quattro laboratori, attivati in collaborazione con gli Atenei veneziani specificamente per garantire la raccolta di testimonianze in forma di video, testi scritti e fotografie. Prospettive per una “memoria sostenibile” a cura di Gianni Di Capua (Dipartimento di Storia delle Arti e Conservazione dei Beni Artistici, Corso di Laurea in Tecniche artistiche e dello spettacolo dell’Università Cà Foscari di Venezia), Per una critica meridiana a cura di Andrea Porcheddu (Facoltà Design e Arti, Iuav Venezia, Corso di Laurea specialistica in Scienze e Tecniche del Teatro, cattedra di Metodologia della Critica dello Spettacolo), Fotografare il teatro: teatro di parola, teatro sperimentale, teatro musicale a cura di Silvia Lelli (Corso Master di fotografia dell’Istituto Europeo di Design-IED, Venezia), Raccontare il racconto. Viaggio fotografico nella scena teatrale a cura di Arianna Novaga (Shylock Centro Universitario Teatrale di Venezia) sono i laboratori che, per l’intero arco del mese, guidano i partecipanti nel catturare immagini e riflessioni significative.
Il Giornale di bordo, come spazio dedicato alla memoria, è anche l’occasione per mostrare una parte dei materiali conservati dall’Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale (ASAC) e in corso di archiviazione nel database ASACdati.
In particolare, trovano spazio documenti relativi ad alcuni Festival di Teatro e, in occasione della retrospettiva Pasolini Mediterraneo, i materiali che documentano la presenza di Pasolini alla Biennale Cinema. L’elaborazione editoriale di questi materiali è a cura di ASAC, così come il coordinamento redazionale del Giornale di bordo.
La redazione è ospitata nell’aula polifunzionale (Tesa D) della Biblioteca di Servizio Didattico dell’Università Cà Foscari di Venezia.
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