Atlantide, la mitica terra scomparsa negli abissi del mare. Tutti ne hanno sentito parlare, pochi la studiano, molti si chiedono, senza risposta, dove sia e perché sia sprofondata. Le opinioni in merito sono contrastanti, e spesso manifestate con grande entusiasmo e forza. Ma se si fonda un’opinione su un’illusione di conoscenza il dibattito non può che essere sterile, se non addirittura pericoloso e fuorviante. Le opinioni non possono prescindere dalla conoscenza e dallo studio – specie se su un Paese, come Atlantide, che non è il nostro – altrimenti si riducono a minifestazioni emozionali svuotate di senso. L’ignoranza non può costruire il dialogo, e, anzi, fa sprofondare sempre di più Atlantide. Da una piccola indagine condotta in questi ultimi giorni del Laboratorio internazionale del Teatro tra studenti e laureati degli atenei veneziani sono emerse molte analogie tra Atlantide ed il Medioriente – l’area mediterranea più presente e discussa in questa Biennale Teatro.
Ho posto a 35 ragazzi – tra i 19 ed i 36 anni – 11 domande:
Qual è il simbolo del Libano? Il cedro – non a caso spesso viene definito, anche nella Bibbia, il “Paese dei cedri”. Ma più dell’80% dei ragazzi intervistati lo ignora, nonostante, soprattutto nell’estate di due anni fa, sia capitato spesso di vedere la bandiera di questo Paese in diversi media italiani. La maggioranza ha risposto un sincero “non so”, ma alcuni ragazzi erano sicuri di aver visto sulla bandiera del Libano la Stella di Davide. Interessante per un Paese che ha avuto diversi lustri di guerra civile tra mussulmani e cristiani e ben tre guerre con Israele: 1978, 1982 e 2006.
In che anno è stata dichiarata l’indipendenza dello Stato di Israele? il 1948 – numerose le manifestazioni, quest’anno, per il sessantesimo anniversario dello Stato o della Nekba (catastrofe), come definiscono quella data i Palestinesi – dipende dai punti di vista. Solo sei persone hanno risposto correttamente. Tra i restanti il 40% localizza la nascita di Israele alla fine degli anni ’60.
Cos’è la “dichiarazione Balfour”? è un documento ufficiale inglese del 2 novembre 1917, scritto dall’allora ministro degli esteri Arthur Balfour, con il quale il governo britannico affermava di guardare con favore alla creazione di uno stato ebraico in Palestina (su cui il Regno Unito aveva il Protettorato). Una sola persona intervistata ne aveva già sentito parlare, pur non ricordandone i contenuti.
Cosa significa OLP? Organizzazione per la Liberazione della Palestina. Creata nel 1964, nel ’69 ne prese la guida Yasser Arafat, protagonista della scena politica internazionale fino alla sua morte, avvenuta nel 2004. Anche in questo caso la maggioranza, se pur più ridotta rispetto alle altre domande – il 66 % – non ha saputo dare una risposta. Ma il dato più inquietante emerso è che i ragazzi più giovani, tra i 19 ed i 24 anni, o hanno dichiarato di non averne mai sentito parlare o la credevano un’organizzazione di produttori di petrolio, tipo l’OPEC. Uno di loro portava la Kefia bianca e nera, storico simbolo di Arafat e dell’OLP.
Perché la guerra arabo-israeliana del ’73 si chiama “di Kippur”? Perché la guerra iniziò con un attacco a sorpresa sferrato da Siria ed Egitto contro Israele il 6 ottobre, giorno di Yom Kippur, giorno dell’Espiazione e del Digiuno nella religione ebraica. Due persone lo sapevano, altri cinque lo hanno dedotto sapendo che Kippur è una festa ebraica. Il restante 77% non aveva mai sentito questa “espressione”, e, più che altro, ignorava che nel ’73 ci fosse stata una guerra.
Con quali paesi confinanti Israele ha stipulato la pace? Egitto e Giordania. La pace tra Israele ed Egitto risale al 1978, con gli accordi di Camp David tra i due premi Nobel per la Pace Anwar Sadat – presidente dell’Egitto, ucciso pochi anni dopo da fondamentalisti islamici – e Manachem Begin – primo ministro israeliano. Con la Giordania il trattato fu siglato il 26 ottobre 1994 tra re Hussein di Giordania e Yitzhak Rabin. Ben sei persone si ricordavano dell’Egitto, mentre la pace con la Giordania, nonostante sia molto più recente, è passata completamente sotto silenzio, se non per due persone. Tra l’80% di risposte errate, molte derivavano dalla mancanza di certezza sulla precisa geografia del Medioriente; diverse persone hanno risposto Libano, forse perché, dopo la grande copertura mediatica in occasione della guerra di due anni fa, non si hanno più notizie di quella terra, ed è facile dedurre erroneamente che la guerra sia finita con un accordo di pace.
Dove si trova il Golan? Altopiano a nord-est di Israele, conquistato alla Siria durante la “guerra dei sei giorni” del 1967. Formalmente annesso nel 1981, è tuttora forte motivo di contrasto tra i due Paesi. Scenario e motivo di diversi scontri, spesso soggetto di numerose notizie provenienti dal Medioriente, una sola persona ha saputo collocarlo correttamente – l’unico ragazzo che ha risposto a quasi tutte le domande proposte, una vera e rincuorante eccezione all’interno del panorama generale, ma pur sempre un caso isolato.
Cosa sono Sabra e Chatila? Due campi di rifugiati palestinesi alla periferia di Beirut tristemente noti per il massacro perpetrato da milizie cristiane libanesi tra il 16 ed il 18 settembre del 1982 in un’area direttamente controllata dall’esercito israeliano. Citati anche da Assaf nel suo La porta di Fatima nella commozione generale, ma in realtà assolutamente sconosciuti per il 94% dei giovani intervistati: “non le ho mai sentite nominare”, o, più simpaticamente, “due divinità indiane”. Le uniche due persone che sapevano di questi massacri, ne hanno però individuato l’esecutore nell’esercito israeliano, e non nei falangisti libanesi.
Cosa sono “i coloni” israeliani? Cittadini israeliani insediati nei territori palestinesi. Se ne sente parlare molto spesso; la partenza dei coloni dalla Striscia di Gaza risale a soli tre anni fa, eppure anche in questo caso si dà per scontata una conoscenza che, invece, non è risultata così salda. Hanno saputo dare una definizione corretta solo 11 persone, mentre la maggior parte degli altri ha comunque tentato una risposta, con esiti decisamente originali: “gli ebrei che non abitano in Israele, ma nel resto del mondo”, “quelli che non hanno una casa”, “i primi fondatori di Israele”, “i Caschi Blu”…
Cos’è il “settembre nero” del 1970? Il Re di Giordania rispose al tentativo delle organizzazioni palestinesi di rovesciare la sua monarchia – in nome dell’alta percentuale di palestinesi in questo Paese – ordinando un violento attacco che provocò la morte di migliaia palestinesi e obbligò l’OLP a rifugiarsi in Libano. Un evento decisamente caduto nell’oblio: nessuno ne aveva mai sentito parlare, nonostante l’importanza storica dell’evento per le numerose conseguenze che ha determinato e il grande numero di vittime civili.
Cos’è l’Achille Lauro? Una nave da crociera italiana che nel 1985 venne dirottata da un commando del Fronte per la Liberazione della Palestina. A bordo venne ucciso un ebreo americano in sedia a rotelle, Leon Klinghoffer. La notizia provocò l’intervento americano, che intercettò l’aereo egiziano che stava riportando i dirottatori in Tunisia – come promesso dalle autorità italiane in cambio della resa – costringendolo ad atterrare in Italia. Ma l’allora Presidente del Consiglio Bettino Craxi si oppose all’intervento americano: si trattò della più grave crisi diplomatica del dopoguerra tra l’Italia e gli Stati Uniti, accentuata dal rifiuto italiano alla richiesta statunitense di consegna di Abu Abbas – a capo del commando. La nave è affondata nel 1994 a seguito di un incendio scoppiato a bordo. Una storia italiana che gli italiani non conoscono. Quattro persone sapevano almeno che l’Achille Lauro era una nave; tutti gli altri, anche in questo caso, non ne avevano mai sentito parlare.
I ragazzi intervistati non possono certo essere eletti a “campione rappresentativo” di una generazione, ma i dati emersi meritano comunque una riflessione. Come per Atlantide, le singole notizie sul Medioriente ci conferiscono un’illusione di conoscenza, ma le informazioni sono frammentate, slegate tra di loro e dalla storia passata. E troppi elementi basilari sono dati, erroneamente, per scontati. Come per Atlantide, migliaia di pagine sono state scritte sul Medioriente, ma molti non le hanno lette, o le hanno dimenticate. Quante volte abbiamo sentito parlare dell’OLP? Dei coloni? Del Libano? Eppure la risposta più frequente alle domande poste è stata “non l’ho mai sentito” . Quella che è emersa è una generazione che sente le notizie, ma non le ascolta, all’insegna di una superficialità alla quale tutti trovano lo stesso alibi: “non l’ho mai studiato a scuola”. Sicuramente il fatto che la storia del Medioriente non sia generalmente argomento di studio nei programmi scolastici è una delle cause di questa ignoranza. Ma, in compenso, a scuola ci hanno insegnato a leggere e ad usare il computer. Manca l’abitudine mentale a controllare le notizie sentite o lette, la curiosità per muoverci a capirle meglio, il desiderio di conoscere davvero dei popoli diversi: una situazione perfetta per la proliferazione della propaganda, la creazione del comodo – perché demandato ad altri – pensiero collettivo ed il ritorno dell’intolleranza e degli estremismi. Ma, in fondo, l’unica isola in cui regnavano la pace, l’armonia, la conoscenza - Atlantide - è scomparsa da molto tempo. Sembra impossibile poterla ritrovare, anche se recenti studi hanno smentito le precedenti ipotesi che la collocavano nell’Oceano, fuori dalle Colonne d’Ercole: Atlantide forse i trova più vicino, sprofondata in qualche punto sconosciuto del Mediterraneo, chi dice a Santorini (un’isola greca al largo della Turchia), chi fra Sicilia e Tunisia.